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Chi è Roberto Savi: da poliziotto a capo della Banda della Uno Bianca

Roberto Savi, nella foto, processo alla Banda della Uno Bianca, Bologna. (Foto di: Universal Archive/Universal Images Group via Getty Images)

Ecco chi è Roberto Savi, ex poliziotto che ha scritto pagine raccapriccianti della cronaca criminale (anni ’90), intervistato da Belve Crime.

Roberto Savi è la mente ed il leader della famigerata Banda della Uno Bianca, un ex poliziotto che ha tradito il giuramento e guidato una delle pagine più nere della cronaca criminale italiana nel corso degli anni ’90. Il programma Belve Crime, condotto da Francesca Fagnani, nel maggio 2026 lo porta in studio per un’intervista in prima persona. Conosciamolo meglio.

Roberto Savi: biografia e carriera in Polizia

Nato a Forlì il 19 maggio 1954, sotto il segno del Toro, Roberto Savi è figlio di Giuliano Savi e della sua prima moglie Rosanna Foschi. Solo durante il processo si è scoperto che i fratelli Fabio ed Alberto erano in realtà fratellastri (stesso padre, madri diverse).

Da giovane ha militato nel Fronte della Gioventù, organizzazione di estrema destra, e negli anni ’70 avrebbe commesso alcuni attentati (piccoli ordigni e danneggiamenti) a Rimini in quell’ambiente, senza vittime, come da lui dichiarato ai pm di Bologna intorno al 2022-2023.

Nel 1976, a 22 anni, è entrato nella Polizia di Stato, prendendoservizio a Bologna, inizialmente operatore in volante. Nel 1992 è stato poi trasferito alla Centrale Operativa della Questura di Bologna per motivi disciplinari: aveva rasato i capelli ad un ragazzo trovato in possesso di stupefacenti.

Al momento dell’arresto, nel novembre 1994, rivestiva il grado di Assistente Capo e lavorava come operatore radio nella centrale operativa.

Il ruolo nella Banda della Uno Bianca

Insieme al fratello Fabio Savi – il “longo”, esterno alla polizia – ha fondato nel 1987 la Banda della Uno Bianca, un gruppo criminale attivo soprattutto in Emilia-Romagna e Marche tra la fine degli anni ’80 ed il 1994. La banda è responsabile di: rapine, omicidi, stragi e altri crimini efferati, tra cui l’uccisione di diversi carabinieri e civili.

Il fratello Alberto Savi, anche lui poliziotto, faceva parte del gruppo, così come altri agenti: Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti, Luca Vallicelli. Roberto era considerato il capo ed il più freddo ed organizzato del gruppo. La banda usava spesso una Fiat Uno bianca – da cui il nome – e sfruttava le conoscenze interne alle forze dell’ordine, per agire con precisione militare. Le motivazioni dichiarate furono prevalentemente economiche (rapine), anche se emersero collegamenti con ambienti di estrema destra.

Arrestato nella notte tra il 21-22 novembre 1994 nella Questura di Bologna, dai suoi stessi colleghi, dopo un’indagine partita da Rimini grazie al lavoro degli ispettori Luciano Baglioni e Pietro Costanza, venne condannato all’ergastolo. Una sentenza confermata nei processi conclusi nel 1996. Anche Fabio ed Alberto Savi hanno ricevuto la condanna all’ergastolo.

Nei giorni successivi all’arresto del capo dell’organizzazione criminale ci furono altri arresti di ulteriori membri, tra i quali agenti di polizia. Savi ed i membri principali della banda hanno ricevuto condanne all’ergastolo (detenuto dal 1994 nel carcere di Bollate) o pene molto pesanti.

Nel 2006 ha chiesto la grazia, respinta, per poi invocare più volte benefici o lavoro esterno, generalmente negati. Il capo della Banda della Uno Bianca è uno degli ospiti di “Belve Crime” di Francesca Fagnani (puntata del 5 maggio 2026), dove ha avuto modo di essere intervistato in prima persona. Nel 2025 Francesca Fagnani ha intervistato Eva Mikula, ex compagna di Fabio Savi, proprio a “Belve Crime“. L’intervista ha toccato la vita con Fabio, l’arresto e la banda.

La vita sentimentale di Roberto Savi

Roberto Savi è stato sposato e ha avuto almeno due relazioni significative note pubblicamente. Il primo matrimonio è quello con Anna Ceccarelli (o Anna Maria Ceccarelli in alcune fonti), i due hanno avuto un figlio: Simone, nato intorno al 1985 (aveva circa 9 anni al momento dell’arresto del padre nel 1994).

La famiglia viveva in un appartamento modesto vicino all’aeroporto di Bologna. Savi era descritto come un marito taciturno, schivo e poco comunicativo, che passava molto tempo a giocare ai videogiochi. Durante il processo, la moglie testimoniò contro di lui: lo definì “strano, aggressivo e molto riservato”. La donna sapeva del suo coinvolgimento nelle attività criminali ma non lo aveva mai denunciato. Savi le avrebbe anche puntato più volte la pistola contro per minacciarla.

Poco prima del suo arresto, Savi lasciò la moglie ed il figlio per intraprendere una relazione con Stella Okonkwo, giovane nigeriana di 21 anni che Savi aveva “liberato” dal giro della prostituzione pagando 10 milioni di lire. All’amante aveva affittato un appartamento a Pontecchio Marconi (Bologna). Era la sua compagna al momento dell’arresto nella notte tra il 21 e il 22 novembre 1994.

Il suo secondo matrimonio si è celebrato in carcere (1º ottobre 2008): Roberto Savi si è risposato con una detenuta olandese che ha conosciuto nel carcere di Monza. Non risultano altri legami stabili noti dopo il secondo matrimonio.

Curiosità su Roberto Savi

– È noto come “il monaco”, un soprannome dovuto al suo carattere mite, silenzioso e riservato.

– Durante i processi si è invece distinto per la freddezza estrema: ha risposto affermativo o negativo, invece di sì/no, parlando dei crimini con tono provocatorio.

– Al momento del suo arresto si è scoperto che possedeva una collezione di armi regolarmente registrate, tra cui due fucili Beretta AR 70, versione civile, usati in alcuni delitti della banda.

– Roberto Savi rappresenta uno dei casi più eclatanti di “poliziotto criminale” nella storia italiana. Da poliziotto ha tradito il giuramento, usando la divisa e le competenze professionali per commettere una lunga serie di crimini efferati.

– Martedì 5 maggio 2026 nella prima puntata della nuova edizione di “Belve Crime“, Roberto Savi è uno degli ospiti insieme a Katharina Miroslawa e Rina Bussone. Un’intervista nella quale ha potuto confrontarsi e replicare a quanto detto da Eva Mikula, nella precedente edizione del format.

Riproduzione riservata © 2026 - DG

ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2026 11:01

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